Abbandono della moglie ammalata, scatta il risarcimento del danno

AbbandonoRilevante l’intervento degli Ermellini in merito a una domanda di risarcimento dei danni subiti da una donna gravemente ammalata per il patema provocato dall’abbandono del marito in circostanze per lei tanto delicate.
Tutto parte da una separazione giudiziale tra coniugi, entrambi vicendevolmente richiedenti l’addebito della rottura nei confronti dell’altro. Cessata la materia del contendere sulle contrapposte domande di separazione per il decesso della moglie, la battaglia legale è stata portata avanti dai parenti della stessa.
La Corte di Cassazione, con una sentenza1 confermativa di quanto già stabilito dai Giudici di merito e che ha visto condannato l’uomo a versare 37.000 euro alla famiglia della ex moglie quale ristoro per l’afflizione sofferta, ha ritenuto determinante “il disvalore della condotta” tenuta dal marito, capace di “abbandonare la moglie proprio nella fase più difficile della sua vita, allorché ella aveva dovuto combattere contro la malattia che, a soli 37 anni, l’aveva portata alla morte”. Indiscutibile la prostrazione della signora, che, oltre a dover affrontare una “grave patologia”, aveva dovuto constatare che il marito “l’aveva abbandonata appena diagnosticatale la malattia”, negandole “ogni assistenza, sia morale che materiale” e obbligandola ad appoggiarsi solo alla propria famiglia d’origine.
Coniuge pessimo, dunque, la cui condanna, oltre che economica, incontra il biasimo di chi scrive e della società tutta.

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Note   [ + ]

1. Cass. Civ., sez. VI, 03/05/2017, n. 10741

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