Illegittimità della tassa sul permesso di soggiorno: al via i primi rimborsi!

Illegittimità della tassa sul permesso di soggiorno: al via i primi rimborsi!È di pochi giorni fa la notizia di una famiglia del Burkina Faso, residente a Melito, che si è vista accogliere dal giudice Fabio Maffei – della prima sezione del tribunale di Napoli – la richiesta inerente la restituzione di quanto ingiustamente sborsato, dal 2012 ad oggi, in occasione dell’istanza di rilascio e, poi, di rinnovo dei permessi di soggiorno di padre madre e dei sei figli: un rimborso pari a 500 euro più gli interessi, oltre alle spese legali, per aver indebitamente versato alla pubblica amministrazione un contributo ormai dichiarato a più livelli illegittimo (RG n. 16465/2016).
A ritenerlo tale, in primis, è stata la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che – investita della questione dal Tar del Lazio – già il 2 settembre 2015 si era espressa sull’importo (dagli 80 ai 200 euro) richiesto dallo Stato Italiano a titolo di tassa sul permesso di soggiorno, considerandolo tanto “sproporzionato” da ritenerlo un ostacolo alla realizzazione dei diritti dei cittadini stranieri e, pertanto, in contrasto con la normativa europea.
In seguito, è intervenuto sul punto il Consiglio di Stato, Sezione III, con la sentenza n. 04487 del 26 ottobre 2016, che ha confermato il provvedimento n. 060095 del 24 maggio 2016 del TAR del Lazio, Sez. II Quater, con cui si annullava il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministero dell’Interno, nella parte relativa alla disciplina del contributo dovuto dai cittadini extra UE per il rilascio e il rinnovo del titolo di soggiorno.
Ora, sancita l’iniquità del contributo de quo, in quanto eccessivamente gravoso, rimane da compiere il passo successivo, ossia stabilire un importo più equo e – soprattutto – decidere su “an, quando e quomodo degli eventuali rimborsi agli interessati per le somme versate in eccedenza rispetto al dovuto”.
Purtroppo, ad oggi non è stato ancora emanato alcun provvedimento che assicuri il rispetto, in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, di quanto stabilito dal Consiglio di Stato e dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea e, certamente, la decisione assunta dal Tribunale di Napoli rappresenta un importante precedente, che potrebbe aprire la strada ad una pioggia di ricorsi da parte della comunità di immigrati, che hanno indebitamente sostenuto una spesa pari a circa mezzo miliardo di euro!
Si auspica che il Governo rompa il silenzio quanto prima, mettendo fine a una situazione d’incertezza e disuguaglianza.

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